TORNEREMO A VOLARE
“Eppure il vento soffia ancora” e’ una splendida canzone di Bertoli resa ancor piu’ celebre da Luciano Ligabue… Ebbene il vento soffia, e spira quasi incosciente del dolore che oggi stordisce le membra di un Paese intero… Esso soffia ancora e ancora, ignaro di tutte quelle Madri… e Padri, Figli e Nipoti che non si ritroveranno più.
Ma ognuno va avanti e la vita deve continuare proprio per coloro che una volta erano Madri o Padri, e pur sempre Figli e Nipoti ricostruiranno le proprie case, e con l’Amore restituito riavranno indietro le proprie VITE.
Ore 3:32 am: cronaca di un’ immane tragedia. L’armadio sbatte contro la parete, mi sveglio di soprassalto e ancora impaurita e assonnata non capisco cio’ che proprio in quel momento sta succedendo… dopo pochi secondi quel terribile incubo finisce ed io, ignara di tutto che stava accadendo in un altro luogo, mi rimettevo sotto le coperte.
La mattina dopo: la tragedia si fa catastrofe. Poche ore più tardi una voce forte mi sveglia: nel soggiorno la tele e’ accesa e in un attimo capisco, non capisco… non posso, non voglio! Mi strofino un paio di volte gli occhi, si’ sono proprio in salotto, la mia famiglia e’ tutta qui in silenzio, un silezioso cordoglio, sprofondata e raccolta nel divano: e’ tutto strano, ma io purtroppo comincio a capire.
Troppo silenzio, mia sorella la chiacchierona e’ li’ muta: mio padre pero’ si differenzia e ,febbrilmente, si muove malfermo sulle sue gambe, su e giu’… per lui la terra sembra muoversi ancora: e’, infatti, al telefono e ogni tanto come pregando, rassicura e si rassicura, ripete: “non ti preoccupare…”; non ti preoccupare, cosa vuoi preoccuparti e’ tutto tranquillo oramai… cosa? ma come e’ ancora notte li’? Ah, la polvere, tanta polvere, tanta. E la piccola? Ah si? All’inizio non riuscivi neanche a prenderla dal suo lettino? Si si ma “non ti preoccupare…”, va bene, si, vai da loro, rassicurali, digli che non c’e’ niente da preoccuparsi… “Torneremo a volare”.
Tutto era compiuto, anche in mio Padre, sempre cosi’ attento a non trasmettere la benche’ minima emozione, non era più tutto d’un pezzo, non poteva piu’ esserlo; questa volta era diverso, tutto era diverso e anche per lui, quel suo mondo era cambiato, era ora crollato fino alle fondamenta, ma c’era ancora…
E.D.B.



Mio mail address in commento … Lega Bloggers suona strano
Caro Amico Andrea:
Leggendo questa testimonianza, mi sento quasi in uno stato surreale; sopratutto da quando sono stato a L’Aquila il 21 Settembre scorso (2009). Non so perche’, ma ne sono stato molto toccato; cosi come dimostra il mio impegno nel caricare i video relativi alla catascrofe, su youtube. Penso a questo rigido inverno, dove la gente e’ ancora al freddo, e al fallimento dei “nostri” ipocriti governanti.
Sara’ dura; ma L’Aquila volera’ ancora: Piu’ forte e piu’ elegante di prima.
Un fraterno abbraccio a tutti.
Renzo
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Ps. Il ritardo, e’ stato dovuto alla mancanza di connessione alla rete; da Fine Giugno al 30 Dicembre (2009)