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Archive for the ‘Uncategorized’ Category

Cosa c’e’ in Italia oggi nella quale non mi riconosco.
Ora finalmente sappiamo un po’ di piu’… Abbiamo messo vicino ai fatti, date e nomi, e le luci si sono accese mostrando facce volgari e contorte da un ghigno fino a ieri segreto, chiaramente malvagio nel suo chiaro scuro di ombre diaboliche.

Ridadeci l’orgoglio di essere Italiani, quello che ci accompagnera’ per tutta la vita, dateci indietro quello Stato a cui non voglio, a cui non posso ancora voltare la schiena. 

Quello che e’ stato forse non tornera’ piu’, molti non torneranno piu’, Giovanni, Paolo, Peppino,… o forse torneranno e li’ rivedremo vivere in altre persone, forse siamo noi quelle persone e tutto sara’ ancora meglio di prima, magari in modo diverso e sempre nuovo, ma ogni tanto ripenso a come eravamo belli…
 

Ps. In fondo, sta noi lottare per quel che crediamo se vogliamo fare o realizzare… bisogna essere solo Angeli per sconfiggere i Demoni, si puo’ essere anche semplicemente persone oneste.

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Che si usi una pala o una paletta, una ruspa, o che lo si faccia a mani nude, si scava per dissodare la terra, segnare confini e per seppellire i morti. Scavare e’ un gesto, ne’ bello ne’ brutto, buono o cattivo, diremmo <<scava che ti passa>> mentre guardiamo un film di Kitano o ascoltiamo i toni di Mazandharan. Ebbene scavare e’ anche di piu’, siamo noi stessi.

Siamo stati forse noi a fare le montagne? No, ma abbiamo lasciato che lo credessero… erano solo una montagna di balle

Buona Visione!

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This is Koinonikon , a free and foolish blog. Today, we highlight Videocracy. It is a 2009 documentary film directed by Swedish-Italian Erik Gandini who seems to know pretty well about Italian television and its impact on Italian culture and politics. The film was shown at the 66th Venice International Film Festival where it gained much attention. The trailer of the film has been banned by Italian television. Enjoy 🙂
The movie is available at Videocracy
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Oggi il pensiero e’ ritornato all’Iran, e’ stato tremendo. Ricordavo quelle ragazze, quei foulard, i camicioni lunghi e stretti, i capelli corvini e il fascino di quei loro grandi occhi neri.

Il ’68 iraniano inizio’ un Venerdi’ (“Jameh”) con 10 anni di ritardo sul mondo (1978), proprio nel giorno dedicato alla preghiera. Alle repressioni seguivano i morti, ai quali facevano poi da eco nuove sollevazioni: il primo venerdi’ di ogni mese scoppiavano sommosse e manifestazioni venivano duramente represse con la terra che si intorbidava periodicamente di sangue: ma ogni goccia non faceva altro che ingigantire ulteriormente la marea umana.

Un popolo generoso quello iraniano, da sempre strangolato da nemici, interni o esterni che fossero.

Mentre i Mullah predicavano nelle moschee di reagire alla tirannia dello Sciah e della sua terribile polizia segreta a cui gia’ si addebitavano decine di migliaia di desaparecidos, a guidare per mano la guerriglia e, quindi, l’intera rivolta furono dall’inizio i fedayyin, i socialisti rivoluzionari (atei), che presto decisero di unirsi ai mujaheddin islamici (credenti laici).

Una volta fuggito il dittatore, il clero comincio’ a eliminare fisicamente gli altri esponenti e poi di li’, interi gruppi etnici con il tacito assenso degli strati della popolazione piu’ vili ed egoisti, come sempre la maggioranza ignorante e analfabeta appunto. Del resto a chi poteva interessare la vita di pochi idealisti e di qualche “montanaro” con famiglia al seguito?

Ma alcuni di quelli che finsero di non vedere, per quanto sia grande lo sforzo ancora non possono dimenticare; quando li si interroga, all’inizio fanno finta di non sapere ma poi, incalzati, parlano ammirati delle mogli di quei mujaiddin colpiti a tradimento. E di quelle donne ricordano ancora le gesta; infatti, queste continuavano a battersi <<come leoni>> per i sentieri di montagna anche dopo la morte dei propri congiunti, anche se una volta prese, proprio perche’ donne, venivano macellate ancor prima della morte dalla soldataglia.

In questa marcia di liberazione a tappe del popolo iraniano, che non finira’ certo con il rovesciamento del regime degli ayatollah, le donne sembrano ricoprire fin dal principio un posto d’onore e di gran rigore e forza, certamente piu’ di quello da riservare agli uomini.

E proprio gli occhi di quelle donne non si possono dimenticare, e infatti, quelli che costituirono il nutrito gruppo di vili, osservatori imbelli e soldataglia, ne portano dentro il ricordo per tutta la vita resa ancor piu’ miserabile dal gran rifiuto che fecero alla compassione per non aver il coraggio di vedere e di schierarsi.

Proprio quegl’occhi ho rivisto ieri e un colpo d’arma da fuoco li ha conficcati violentemente nel mio ricordo, un colpo partito non si sa da dove ma arrivato diretto al cuore di una ragazza di vent’anni. Chi ha sparato?

<< Queremos saber >>, abbiamo sempre il diritto di sapere, conoscere per riconoscere appunto, chi uccide: ma noi sappiamo gia’ chi e’, non abbiamo bisogno di nessuno che ci spieghi.

Per troppi anni, i genitori di quella ragazza come di altri, o intere comunita’ addirittura, non hanno creduto opportuno di contrapporsi alla corruzione e alla violenza e disperdendosi, ad uno ad uno, si sono arresi. Giorno dopo giorno hanno perso diritto su diritto e hanno perduto: quei padri e madri hanno fallito se hanno lasciato ai figli l’onere di morire per poter riconquistare il proprio diritto alla felicita’.
Io non ce l’ho con i vili, e’ una questione d’animo, capita; io ce l’ho con quelli che lasciano a noi l’onere e il dovere di riguadagnare quello che proprio loro, prima di noi, hanno svenduto e commerciato: e cosi’ una ragazza e’ morta e molti non hanno neanche pianto.

Qualcuno allora direbbe: << Persero per vilta’ e cosi’ quei padri fallirono (e non furono i soli) >>.

Per vilta’ spareranno anche a noi, i loro figli: il nostro mondo continua a morire mestamente: i vecchi sopravvivono mentre i giovani muoiono.

Ma per quanto ancora?
Io risento ancora i discorsi di quei giovani che incontravo lungo i quasi 5000 Km percorsi in Iran, ricordo le loro parole impaurite che dicevano di piu’ di quello che si udiva: sapevano cosa volevano e sono morti gia’ a centinaia: molti di loro non rivedranno piu’ i loro remoti villaggi, forse ora saranno veramente liberi, purtroppo piu’ di quelli che, ancora per vilta’ dei loro padri, moriranno per questa semi “liberta'” appena raggiunta, che forse sara’ solo di una varieta’ “a stelle e striscie” oramai scaduta .
Molti si chiedono cosa avverra’ ora, ma cio’ non sara’ molto diverso da quello che prima o poi tocchera’ anche noi: anche i nostri padri hanno fallito e allora quanti di noi presto moriranno? Oggi certamente meno di domani, ma la marea montera’ anche per noi.
Non dobbiamo dimenticare Chi e’ che spara. Noi sappiamo.

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ASSASSINI ASSASSINI ASSASSINI !!! Tutto d’un fiato e ancora, ricominciamo a gridare e non fermiamoci piu’, ad ogni angolo ad ogni passaggio… dovranno pure vergognarsi una volta o l’altra, o almeno aver paura…

E’ sempre la nostra testa che si volta a guardare in un’altra direzione, a mettere a fuoco un punto che non c’e’, non per tacito colpevole criminale assenso MA PER VERGOGNA, LA VERGOGNA DEL PUDORE DI FRONTE ALLA DISONESTA’ !!

Rubano, trafficano, scambiano voti, e non sentono mai VERGOGNA, LORO, mai un moto spontaneo e ingenuo di nascondersi il viso fra le mani. INGENUI NON SONO, MA CIALTRONI E DISONESTI SI !!

SIAMO APPUNTO SEMPRE NOI che dobbiamo voltarci, perche’ ALMENO NOI CI VERGOGNAMO ANCHE PER LORO… per tutto quello che loro fanno… PER TUTTO QUELLO CHE FANNO A NOI.

E cosi’ la sabbia del Volturno e’ finita nelle case degli Abruzzesi e poi in testa ai MORTI, AI NOSTRI MORTI…

ASSASSINI ASSASSINI e ancora ASSASSINI !!! E’ inutile che speriate, non c’e’ redenzione, non certo per voi !!

Non per voi, non per i vostri scagnozzi e cortigiani, non per le vostre concubine e maghi da strapazzo, nani tristi e pennivendoli… siete cosi’ deludenti da non avere neanche bisogno di un vero buffone di corte al vostro servizio… non ne avete bisogno dato che siete proprio voi purtroppo al nostro… e non ci fate neanche ridere…

Ma a volte, non so come, qualche risata ce la facciamo, con molto ma molto sale…

Quien de los Padres que nos dejaron la felicidad nos comando’ de no utilizar la fuerza para pelear y ganar la libertad del Pueblo todo? Para nos tierra, para el derecho de remirar los hombres y las mujeres y reconocer nos hijos en ellos, NOS HIJOS !!! Queremos el derecho de ganar felicidad y rescatar asi’ las vidas que nos regalaron los Padres y los Padres de los Padres…

A tutti quelli che che per disonesta’ non si sono mai opposti, a tutti quelli che sapevano e non hanno mai parlato e soprattutto a tutti quelli che hanno lucrato e in modo criminale… noi vi scopriremo, nessuno sara’ al sicuro e vi porteremo nelle piazze… e li’ vi giudicheremo; vi porteremo lontano dai vostri palazzi del Nord o della vostra Sicilia passando per la vostra Roma… e’ sempre TUTTO VOSTRO E PER NOI non rimane mai NIENTE… va bene va bene, piu’ sarete meno sara’ difficile trovarvi…

La vostra boria non vi sara’ di alcun lenimento, vecchi e meno vecchi cialtroni ignoranti e tronfi… fate ridere… e lo sapete!! Vi servono le scorte, gli abiti e il lusso con le vostre donnette (guai a chiamarle puttane, perche’ queste fanno un prezzo onesto, senza rubare il pane prima depredato dalla bocca del Popolo Italiano). A volte vi sentite offesi… non avete idea di cosa significhi sentirsi offesi…

L’OFFESA significa ancora qualcosa per chi ha ancora qualcosa per cui vivere, una FORZA INTERIORE, quella CHE VOI NON AVRETE MAI, dovuta alla RETTITUDINE che ci fa restare sempre aggrappati con tutto il NOSTRO ESSERE ALL’UMANITA’ TUTTA E AI SUOI BISOGNI, anche quando la SOFFERENZA DIVENTA LA TINTA UNICA DELLA NOSTRA ESISTENZA, e anche nella SORTE PEGGIORE non dimentichiamo l’Amore e la Compassione per tutti gli Esseri Viventi… ne troveremo anche per voi…

La nostra Compassione vincera’ sul vostro Disprezzo della Vita…

Ebbene, ora penso che voi non avete piu’ niente di UMANO e forse non l’avete mai avuto, ma il danno e’ nostro, nostro che non vi abbiamo fermato in tempo, PER TEMPO… E NON LA PAGHERETE PERCHE’ PER QUANTO NOI POSSIAMO FARE NON POTRETE MAI RENDERCI QUEL CHE CI AVETE PRESO… MA ARRIVERETE A CREDERE DI AVERCI RIPAGATO nella vostra cialtroneria comica e grottesca…

IL MALE PIU’ GRANDE CHE CI LASCERETE SARA’ CHE NON AVRETE MAI CAPITO, NEANCHE IN FIN DI VITA, QUELLO CHE CI AVETE FATTO…

Ma la VIRTU’ UMANA e’ superiore a tutti voi e alla vostra CIARLATANERIA (…ancora CIALTRONA) che vi fa parlare e sparlare non comprendendo quello di cui state parlando, o a mala pena quel che state dicendo… ora continuate a “sparlare”… MA ANCORA PER POCO, NOI CE LA FAREMO E NON ALLA FINE MA MOOOOOOOLLLLLLTTTOOOOO PRIMA !!!!!!

E poi ci sono coloro che ingrassano con le sciagure, sempre pronti a trafficare, a mafiare e a rubare ai Popoli che sostengono i luttuosi eventi provocati cosi’ efficacemente dalla voglia di arricchirsi immeritatamente… di questi, APPUNTO, NON PARLO… dico solo che LI PRENDEREMO… COMUNQUE !!

Ci manca oramai da troppo tempo un dolce cammino, un piacevole finale per rasserenare la mente e poter chiudere gli occhi anche solo per un minuto e godercelo. Credono di averceli portati via pensando che se non sognamo piu’ allora un giorno ci arrenderemo ai loro sopprusi… ancora una volta sciocchi, questi loschi cialtroni… Abituati a rubare non hanno capito che non tutto si puo’ sottrarre indebitamente… perche’ non rubano allora la nostra forza? Quella infatti NON LA POSSONO AVERE…

PERCHE’ LA NOSTRA FORZA E’ anche nel vocio, ora VOCIARE DEI MORTI, li’ che cresce, e ora attende e si fortifica per riunirsi a quello di tante menti motivate e pensieri profondi di UOMINI E DONNE FIERE E FORTI che HANNO VISTO E SENTITO TROPPO PER POTERSI VERGOGNARE ANCORA PER GLI ALTRI… li prenderemo, li staneremo, non importa quanto lontano e nascosti saranno… li prenderemo nel sonno, andremo di notte e finalmente anche loro vedranno il giorno, IL NOSTRO GIORNO SENZA ALBE LIVIDE e poi gli chiederemo… ALMENO TU, HAI VISTO L’ALBA STAMATTINA?

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