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COME STANNO LE COSE

L’uomo cominciò con un semplice “Buongiorno” e terminò dopo pochi minuti, ma noi ci avremmo messo molto di più per riprenderci: non eravamo poi così soli.

In effetti, stiamo affrondando una notte, una delle più nere della democrazia.

Quando i diritti democratici vengono sospesi a colpi di decreti legge (ingiusti eticamente e quasi sicuramente giuridicamente), quando ai molti non interessa più esercitare in toto i propri diritti (quelli costituzionali, quelli che abbiamo ereditato perché qualcuno è morto per consegnarceli), quando li cediamo così per paura o ignoranza, che motivazione potremmo addurre per non vergognarcene?

Le parole di Enzo Tortora sembrano risuonare nell’aria: a chi gli ripeteva che l’Italia era stata la culla del diritto, lui rispondeva che nè era diventata anche la bara. Parole pronunziate nel 1983 ma non erano profetiche, bensì scolpivano nella roccia una sintesi dei tempi. Per cui doveva già essere chiaro ai molti che una collusione tra i poteri dello stato ci doveva pur essere. Dopo l’assassinio del Generale Dalla Chiesa e sua moglie, le stragi di Capaci e Via D’Amelio, il nostro sistema stato-mafia era già formato e maturo, pronto per collaborare e minare la democrazia.

Il cappio al collo ci era stato annodato dai governi anglo-americani verso la fine della Seconda Guerra Mondiale. Anche loro erano semplici pedine, come lo sono oggi, manovrate da un’altra alleanza, quella costituita da forze oramai sempre meno occulte che mirano al controllo delle nazioni attraverso il sovvertimento dello stato di diritto nei Paesi cosiddetti democratici.

Già, “E’ una notte buia e tempestosa” e lo sarà ancora a lungo poiché la maggioranza “silenziosa” è ancora immersa nel torpore che non le permette di capire (e in molti casi non vuole). Cosa stia accadendo e di cosa si venga privati è purtroppo chiaro ai più attenti: siamo in un nuovo Medioevo e i nuovi eretici (Noi) che si contrappongono ad un nuovo ordine mondiale (guidati da pochi), vengono silenziati con metodi vecchi ma ancora efficaci (quelli si che sopravvivono “ai mutamenti”).

Proprio per questo non dobbiamo arrenderci. Stiamo resistendo per tutti, per quelli che fino a ieri ci hanno amato e che una volta ridestati verranno a portarci soccorso, “at the turn of the tights” diceva qualcuno. Affianco alla compassione che si sublima nell’esercizio della carità, dobbiamo avere fede e speranza.

Finalmente, per la prima volta nella vita ho capito perché tali virtù vengano considerate sopra le altre: in effetti queste si completano per creare l’Uomo degno che diventa espressione della Ragione che è Dio (l’Universo). Per questo dobbiamo ricordarci che è viltà voltare le spalle a quella Ragione e se lo facessimo proprio nei confronti dell’Umanità (per quanto essa possa essere rosa dal male al pari di Sodoma e Gomorra), il nostro sarebbe allora un atto di pura malvagità e non saremmo per nulla differenti dai nostri aguzzini.

Sfortunatamente, però, per quel che mi riguarda, devo ammettere che non so come continuare e come resistere anche per quelli che si ostinano a voler tornare alla loro normalità: non ci sarà più quella normalità e questo provoca e continuerà a provocare sofferenza fino a che non ci sarà accettazione della realtà. Non sappiamo effettivamente come ricomporre lo strappo tra quelli che una volta mangiavano alla nostra stessa tavola e vivevano con noi. Forse non sarà possibile e in tal caso il nostro viaggio su questa Terra si farà più tetro e miserando.

A volte sento qualcuno urlare alla luna con una crescente disperazione ma fortunatamente siamo sempre di più per cui ci stiamo accorgendo che il numero di persone in viaggio aumenta e che ogni tanto qualcuno ci scruta da lontano e poi si dirige verso di noi con una parola di conforto (magari accompagnandosi con una chitarra).

Ma soprattutto concorre a rinsaldare la nostra fede nella Ragione con qualche parola dotta.

E’ vero, siamo esposti e la notte è ancora lunga ma cominciamo ad incontrare dei compagni di viaggio e inizieremo a breve a sentirci meno soli.

Io spero che presto e inaspettatamente ci tornerà in mente che l’arcobaleno esiste e che, forse, se saremo abbastanza Eroi (Folli?), torneremo a contemplarlo insieme ai nostri vecchi amici che ci hanno accompagnato fin’ora e ai nuovi che si sono appena accostati a noi. Uniremo così il vecchio al nuovo per tornare a percorrere la Via.

Koinonikon

Ps. Visitate il sito del referendum per l’abolizione del secondo greenpass: https://www.referendumnogreenpass.it/

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